
Cronaca
Sorvegliato speciale non versa la cauzione: assolto un 58enne
L'uomo, difeso dall'avvocato Mastro, è stato scagionato «perché il fatto non costituisce reato»
Giovinazzo - mercoledì 19 marzo 2025
Assoluzione «perché il fatto non costituisce reato»: il giudice monocratico della prima sezione del Tribunale di Bari, Carlotta D'Alessandro, ha prosciolto il 58enne giovinazzese Angelo Amoia, dall'accusa di avere violato la normativa in materia di misure di prevenzione. L'uomo non è sottoposto ad alcuna misura cautelare.
L'uomo, che ha alle spalle una lunga serie di vicende giudiziarie e precedenti penali, in particolare, era accusato di non aver adempiuto all'obbligo del Tribunale di Bari che, contestualmente alla sottoposizione alla sorveglianza speciale (misura restrittiva prevista per le persone ritenute socialmente pericolose), gli imponeva di versare una cauzione di 1.000 euro. E per questo era finito a processo per l'omesso versamento della cauzione, con tanto di decreto di citazione a giudizio.
Per l'accusa, infatti, rappresentata dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Bari, Manfredi Dini Ciacci, l'uomo «essendo stato destinatario in sede di emissione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale (notificatagli il 5 dicembre 2021) dell'imposizione dell'obbligo di versamento di una cauzione di 1.000 euro, da versarsi entro 30 giorni dalla effettiva sottoposizione al provvedimento applicativo, alla cassa delle ammende, non vi ottemperava», si legge.
Il difensore, l'avvocato Francesco Mastro, ha invocato l'assoluzione del suo assistito e la giudice del Tribunale del capoluogo ha accolto la richiesta, scagionando l'imputato, libero e non sottoposto ad alcuna misura cautelare, «perché il fatto non costituisce reato». Le motivazioni saranno rese note nel termine di 90 giorni.
L'uomo, che ha alle spalle una lunga serie di vicende giudiziarie e precedenti penali, in particolare, era accusato di non aver adempiuto all'obbligo del Tribunale di Bari che, contestualmente alla sottoposizione alla sorveglianza speciale (misura restrittiva prevista per le persone ritenute socialmente pericolose), gli imponeva di versare una cauzione di 1.000 euro. E per questo era finito a processo per l'omesso versamento della cauzione, con tanto di decreto di citazione a giudizio.
Per l'accusa, infatti, rappresentata dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Bari, Manfredi Dini Ciacci, l'uomo «essendo stato destinatario in sede di emissione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale (notificatagli il 5 dicembre 2021) dell'imposizione dell'obbligo di versamento di una cauzione di 1.000 euro, da versarsi entro 30 giorni dalla effettiva sottoposizione al provvedimento applicativo, alla cassa delle ammende, non vi ottemperava», si legge.
Il difensore, l'avvocato Francesco Mastro, ha invocato l'assoluzione del suo assistito e la giudice del Tribunale del capoluogo ha accolto la richiesta, scagionando l'imputato, libero e non sottoposto ad alcuna misura cautelare, «perché il fatto non costituisce reato». Le motivazioni saranno rese note nel termine di 90 giorni.