Il quadro con Sant'Antonio Abate, San Leonardo e San Donato. <span>Foto Marzia Morva</span>
Il quadro con Sant'Antonio Abate, San Leonardo e San Donato. Foto Marzia Morva
Religioni

Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio la tradizionale benedizione degli animali

Tra storia, credenze e liturgia una delle feste più attese dai giovinazzesi

L'antica festa in onore di Sant'Antonio Abate si rinnoverà nella nostra città dopo gli anni della pandemia. Due i momenti più importanti: martedì 17 gennaio si svolgerà la festività liturgica ed il 22 si terranno i tradizionali falò, anticipati il 20 ed il 21 gennaio dallo spettacolo itinerante "Borgo Infernum", che tuttavia non ha strettamente a che fare con questa tradizione, ma fungerà da prologo.

Il programma tra liturgia e ricorrenza popolare

Nella giornata di martedì 17 gennaio la Chiesa Cattolica festeggerà il Santo di origine egiziana, il cui culto cammina di pari passo con la tradizione. Il programma prevede alle ore 18.00 la celebrazione della Santa Messa vespertina nella Concattedrale di Santa Maria Assunta, officiata da don Andrea Azzollini, parroco della chiesa madre e padre spirituale della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli.
La messa sarà animata dai confratelli, che nella omonima chiesa ospitano il quadro che raffigura Sant'Antonio Abate a sinistra, con San Leonardo al centro e San Donato a destra.
Il quadro, un olio su tela, è opera dell'artista Saverio De Musso e risale all'anno 1721. L'antica chiesa, autentico gioiello di arte e storia, fu eretta nel 1528 col titolo di San Rocco in piazza, dato che si evince da un testo redatto da Michele Bonserio, studioso di storia locale.
Al termine della messa partirà un corteo che percorrerà via Cattedrale fino a piazza Costantinopoli, dove si svolgerà la benedizione degli animali, evento in collaborazione con I felini di Giovinazzo e l'associazione Gargano 2000.
Rito antico poiché Sant'Antonio Abate è protettore del fuoco e degli animali domestici.
Nella giornata di domenica 22 gennaio, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 22.00, la chiesa Santa Maria di Costantinopoli sarà aperta per poter fare visita all'altare dove è conservato il quadro con Sant' Antonio Abate e per proporre la degustazione di fave, olive, ceci, friselli e vino per coloro che contribuiranno, con un'erogazione libera, al fondo di restauro che sta interessando l'antica chiesetta tra piazza Costantinopoli e via Cattedrale, in cui opera la confraternita guidata dal Priore Carmine Palermo.

Il culto di Sant'Antonio Abate a Giovinazzo

Quanto questo rito mescoli fede e tradizione popolare, lo racconta in un testo Nicola Coppola, esperto e studioso di storia locale.
«Nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli - spiega Coppola -, nel primo altare a sinistra, appena si entra, c'è un dipinto del 1721 del pittore giovinazzese Saverio de Musso che ritrae Sant'Antonio Abate insieme a San Donato e a San Leonardo. Egli è rappresentato col bastone a forma di T (Tau greco, segno di santità) con appeso un campanellino, un libro con sopra una fiammella e ai suoi piedi un maialino. Sant'Antonio Abate è protettore del fuoco, degli animali, dei fabbricanti di spazzole, degli allevatori, di cestai, macellai, campanari ed è guaritore dell'affezione nervosa Herpes Zoster, il cosiddetto "Fuoco di Sant'Antonio". Per tradizione antica, il 17 gennaio si riuniscono davanti alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli i proprietari di animali domestici, da lavoro e da compagnia, per ricevere la benedizione da parte del prete della chiesa».
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