
Editoriale
A Giovinazzo Festa della Repubblica con Nonno Salvatore (FOTO)
Stamane la deposizione della corona d'alloro ai piedi del monumento ai caduti di Villa "Palombella"
Giovinazzo - martedì 2 giugno 2020
12.52
Il Sindaco Tommaso Depalma ed il Presidente del Consiglio comunale, Alfonso Arbore, accompagnati dai membri dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, hanno deposto questa mattina, 2 giugno, una corona d'alloro ai piedi del monumento ai caduti di Villa "Palombella".
Giovinazzo ha così celebrato la Festa della Repubblica solo apparentemente in tono minore, senza fanfara né cortei, ma con il tricolore appeso ai palazzi istituzionali e da tempi ai balconi della sua gente.
I valori della libertà e della democrazia, ma soprattutto il richiamo all'unità del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono stati il collante di una mattinata per certi versi surreale, eppure pregna di significato per una nazione ed una comunità che hanno vissuto e vivono ancora la paura del contagio, della sofferenza e della morte che è giunta nelle nostre case inaspettata e devastante.
Insieme al Sindaco ed al Presidente dell'assise cittadine c'era Salvatore Fiorentino, oltre 90 anni di coraggio e di resistenza, oltre che d'amore per la sua patria.
«Ci mancavano i gonfaloni, la banda, il corteo - ha commentato Tommaso Depalma -. Ci sono mancati gli occhi della gente, ma non ci sono mancati i pensieri profondi.
Nonno Salvatore però non è voluto mancare - la riflessione del primo cittadino -. Lui e i suoi 90 e passa anni. Lui che è figlio della II guerra mondiale e del tremendo dopoguerra italiano. Lui che appartiene alla generazione sterminata dal Covid a cui ha voluto rispondere a modo suo. Resistendo al virus oggi e alle sofferenze del conflitto mondiale ieri.
Nonno Salvatore - ha poi evidenziato il sindaco - ci riporta alla vera essenza di quel 2 Giugno, del valore della nostra democrazia e di quel sentimento profondo di amore per l'Italia. Ripartiamo da questa voglia di essere vicini al tricolore e vicini alla nazione. Di sentire forte il privilegio di essere italiani e di battersi con tutte le nostre forze per non lasciare sola e indifesa la nostra patria, in questa ora così difficile».
Nel coraggio delle persone della generazione di Salvatore Fiorentino, coraggio anche di cose semplici, di quotidianità vissuta con dignità nonostante mille problemi, bisogna trovare lo spunto per vivere il presente guardando ai grandi insegnamenti del passato. Dobbiamo tornare ad essere una grande nazione nei fatti e non solo a parole.
Giovinazzo ha così celebrato la Festa della Repubblica solo apparentemente in tono minore, senza fanfara né cortei, ma con il tricolore appeso ai palazzi istituzionali e da tempi ai balconi della sua gente.
I valori della libertà e della democrazia, ma soprattutto il richiamo all'unità del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono stati il collante di una mattinata per certi versi surreale, eppure pregna di significato per una nazione ed una comunità che hanno vissuto e vivono ancora la paura del contagio, della sofferenza e della morte che è giunta nelle nostre case inaspettata e devastante.
Insieme al Sindaco ed al Presidente dell'assise cittadine c'era Salvatore Fiorentino, oltre 90 anni di coraggio e di resistenza, oltre che d'amore per la sua patria.
«Ci mancavano i gonfaloni, la banda, il corteo - ha commentato Tommaso Depalma -. Ci sono mancati gli occhi della gente, ma non ci sono mancati i pensieri profondi.
Nonno Salvatore però non è voluto mancare - la riflessione del primo cittadino -. Lui e i suoi 90 e passa anni. Lui che è figlio della II guerra mondiale e del tremendo dopoguerra italiano. Lui che appartiene alla generazione sterminata dal Covid a cui ha voluto rispondere a modo suo. Resistendo al virus oggi e alle sofferenze del conflitto mondiale ieri.
Nonno Salvatore - ha poi evidenziato il sindaco - ci riporta alla vera essenza di quel 2 Giugno, del valore della nostra democrazia e di quel sentimento profondo di amore per l'Italia. Ripartiamo da questa voglia di essere vicini al tricolore e vicini alla nazione. Di sentire forte il privilegio di essere italiani e di battersi con tutte le nostre forze per non lasciare sola e indifesa la nostra patria, in questa ora così difficile».
Nel coraggio delle persone della generazione di Salvatore Fiorentino, coraggio anche di cose semplici, di quotidianità vissuta con dignità nonostante mille problemi, bisogna trovare lo spunto per vivere il presente guardando ai grandi insegnamenti del passato. Dobbiamo tornare ad essere una grande nazione nei fatti e non solo a parole.