PrimaVera Alternativa ed il "nuovo Umanesimo" giovinazzese

Parole, contenuti e riflessioni a margine del congresso di sabato scorso

martedì 22 maggio 2018 05.00
A cura di Gianluca Battista
Un «nuovo Umanesimo». Sembra essere questa l'espressione chiave che possa riassumere al meglio l'esito del primo congresso di PrimaVera Alternativa, celebrato sabato scorso in Sala San Felice.

Volti, voci e anime della sinistra a confronto, senza alcuna autocelebrazione, come ricordato da Michele Aniello, per capire se ci si possa federare, fare un pezzo di strada assieme, unirsi per un percorso virtuoso che metta al centro la cultura, la conoscenza, evitando il pressapochismo in cui talvolta la politica locale è caduta.

A lanciarlo quel messaggio, forte e chiaro, è stato il Consigliere comunale Vincenzo Castrignano, che rivolgendosi ai giovani ha detto: «Non vi preoccupate! Sarà così. Sarà per forza così! Vi riapproprierete del vostro futuro, per quello che sarà un nuovo Umanesimo».

Un futuro che, nella visione del direttivo di PVA, deve essere capace di inglobare ed incanalare le forze social-democratiche cittadine, da quelle che guardano al cattolicesimo riformista fino a toccare esperienze socialiste e post-comuniste.

PrimaVera Alternativa ha avuto il coraggio ed il pregio di mettere a confronto, in un'unica serata ed in un unico contenitore, queste anime, da Lino Renna, della Fondazione Guglielmo Minervini, a Jole Laviola de "La Giusta Causa", a Matteo D'Ingeo del "Liberatorio Politico", fino a Lia Caldarola, Consigliere comunale di "Sinistra Ruvese". Esperienze a confronto, proprio come nel post Facebook di presentazione, che hanno discusso senza pregiudizi di sorta.

La notizia, quella forse più importante per i giovinazzesi e di cui avevamo scritto domenica, è che Antonello Natalicchio e la delegazione del Partito Democratico presente in San Felice hanno lanciato un messaggio di avvicinamento chiarissimo a PVA per un «accordo politico» che porti nel prossimo quadriennio ad un unico fronte per le amministrative del 2022.

Nessuno quindi si illuda che PrimaVera Alternativa possa, in Consiglio comunale e fuori dall'Aula "Pignatelli", fare una opposizione «costruttiva», come ha detto il Presidente, Girolamo Capurso. «Si tratta di una definizione solo di facciata - ha ricordato -, utile solo a chi vorrebbe banalizzare la politica e legittimare il trasformismo imperante nella attuale fase politica; piuttosto, l'auspicio è che tutte le opposizioni possano dar vita ad un futuro percorso politico condiviso, partendo dal metodo collaborativo recentemente adottato in Consiglio comunale».

Eccola quindi la notizia che torna: PVA e PD dovranno, volenti o nolenti, dialogare e costruire, gradino dopo gradino, il ritorno di un uomo (o una donna) di sinistra a guidare la città. Lo si potrà fare smussando gli spigoli che non hanno permesso l'accordo in campagna elettorale, la scorsa primavera.

Anche Sinistra Italiana, confluita in Liberi e Uguali, ha ribadito attraverso il Segretario regionale, Nico Bavaro, e quello cittadino, Tommi Bonvino, la necessità di un superamento della dimensione istituzionale della politica, per dare «vita ad un progetto sociale capace di renderla sempre più popolare».

L'imperativo, quindi, dopo sabato, è quello di fare "rete", mettere insieme in gioco le esperienze di tutte le realtà cittadine di comuni vicini, creando un nuovo nucleo da cui far partire una proposta articolata e vincente per il futuro delle nostre comunità.

PrimaVera Alternativa e le forze di centro-sinistra, secondo il Consigliere comunale Daniele de Gennaro, dovranno dunque produrre «ogni sforzo per educare i cittadini a non consegnare deleghe in bianco ai politici in occasione delle tornate elettorali, ma ad esercitare una costante attività di controllo, frutto della conoscenza delle vicende amministrative e della partecipazione alla vita politica e sociale cittadina».

Che non sia solo l'anti-depalmismo il collante che tenga insieme queste forze, in sostanza (anche perché tra quattro anni Tommaso Depalma non sarà più candidabile), ma un vero progetto comune che non appiattisca le diverse sfumature, esaltandole invece ed avvicinandole alla gente.

Giovinazzo è pronta ad accogliere nuove idee, nuove proposte, una nuova visione della politica cittadina dopo il salto ed il cambiamento del quadro locale del 2012?

A questo interrogativo dovranno rispondere i protagonisti della scena di sabato sera, dando certezze ad una comunità che negli ultimi anni ci è sembrata troppo divisa su tutto.

PVA ha però dalla sua una grande forza per raggiungere la meta e vincere la sua nuova scommessa. Quella forza è incarnata dai tanti giovani che, attraverso l'attività politica diretta e l'associazionismo "impegnato", stanno già mettendo un piede nel futuro. Possibile che siano loro, come pensa Vincenzo Castrignano, il vero traino per questa nascente rete.




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