La maggioranza si divide sullo Ius Soli

Forza Italia vota contro il provvedimento

sabato 23 giugno 2018 06.00
A cura di Gianluca Battista
Il Consiglio comunale tenutosi ieri, venerdì 22 giugno, ha discusso sulla possibilità di concedere la cittadinanza ai nati in Italia da genitori stranieri, richiesta giunta tra gli altri dall'Azione Cattolica diocesana.

Sul disegno di legge relativo allo Ius Soli temperato, che in Parlamento si è arenato dopo l'approvazione alla Camera dei Deputati prima che iniziasse la campagna elettorale per le Politiche del marzo scorso, la maggioranza a Palazzo di Città si è divisa, con Forza Italia che ha votato contro.

La componente che sostiene la Giunta Depalma ha invece incassato il sì convinto delle opposizioni di sinistra, che hanno però chiesto ed ottenuto un emendamento del testo presentato in Aula "Pignatelli". Alla fine si sono registrati 14 voti favorevoli e 2 voti contrari, quelli di Antonella Marzella e Ruggero Iannone.

La posizione dei forzisti è stata argomentata proprio dal Consigliere Ruggero Iannone, con un intervento durato oltre mezz'ora e che ha sancito le distanze tra il suo partito e le altre forze della maggioranza, forse anche con modalità più nette rispetto a quanto accade a livello nazionale.

Per Iannone, infatti, non vi sarebbe l'esigenza di consentire ai nati in Italia da genitori stranieri di divenire cittadini italiani con un solo ciclo scolastico completato. Per il Consigliere sarebbe invece opportuno richiamare uno Ius Culturae, al fine di accertare la reale integrazione ed accettazione dei valori nazionali conclamati. Accoglienza certamente, cure e assistenza sanitaria assicurata per tutti, ma un deciso freno a concedere la cittadinanza con leggerezza, evitando a suo dire problemi come quelli evidenziatisi drammaticamente nelle periferie francesi e belghe.

Per PrimaVera Alternativa e per il Partito Democratico, invece, la mozione in discussione sarebbe utile ad avviare un percorso virtuoso che altri Paesi hanno già intrapreso da tempo e che vedrebbe l'Italia decisamente indietro.

Daniele de Gennaro di PVA ha quindi evidenziato a più riprese la necessità di provare almeno a partire, richiamando l'esigenza ormai ineludibile di parificare la situazione giuridica di molti bimbi che vanno a scuola a Giovinazzo, con quella dei nostri figli. Pari diritti, insomma, vista una integrazione già avviata nei fatti da tempo.

Una integrazione che, secondo il Consigliere Gianni Camporeale del PD, potrebbe portare ad un nuovo incremento dei dati relativi alle nascite nel nostro Paese, il cui trend è negativo da diversi anni. Fin troppo blanda, per lo stesso esponente Dem, è la proposta di legge, che egli vorrebbe più pregnante ed immediatamente efficace.

Dai banchi di Città del Sole è giunto un sì convinto, così come da quelli di Iniziativa Democratica, del Gruppo Misto e di Progettiamo il Domani per Giovinazzo. Il tutto, sulla scorta di quanto affermato in Aula dall'Assessore alla Pubblica Istruzione e Politiche Sociali, Michele Sollecito, il quale ha ricordato che nella nostra cittadina ci sono 70 minori, di età varia, nati da genitori stranieri, che ormai sono perfettamente integrati col tessuto sociale. E tutto questo emergerebbe dal continuo contatto tra amministratori e rete scolastica.

Maggioranza divisa, dunque, come era lecito attendersi sin dalla vigilia, visti i diversi orientamenti delle sue componenti su alcune tematiche nazionali. Tuttavia il provvedimento adottato dall'assise cittadina non è altro che una spinta al legislatore nazionale affinché si attivi al più presto per completare l'iter in Parlamento.

Difficile, a nostro avviso, che il risultato possa essere raggiunto in questa legislatura, visto il crescente consenso della Lega e di parte della destra in questi ultimi mesi ed i loro numeri a Roma.